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Vecchie lampadine addio

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Vecchie lampadine, addio.

L'Unione europea ha messo al bando le lampadine convenzionali. La mossa farà risparmiare tonnellate di CO2 e anche molti soldi. I critici lamentano che le alternative sono costose, non abbastanza luminose e contengono sostanze nocive.

Dal settembre 2009 le lampadine europee inizieranno ad appartenere alla storia. L'UE sta seguendo l'esempio di Australia e California, vietando la produzione e l'importazione di lampadine ad incandescenza entro i suoi confini. Le lampadine fluorescenti compatte (CFL) ad alta efficienza energetica che consumano solo il 25 per cento di energia di una lampadina normale prenderanno allora il sopravvento.
Per la prima volta commercializzata alla fine del XIX secolo, la lampadina a incandescenza ha doverosamente illuminato l'umanità per oltre 130 anni, ci ha portato l'indipendenza dalla luce diurna, ha potenziato le economie e reso la nostra vita più sicura.
Ma questo fedele servizio è anche una delle ragioni della crisi climatica che ci troviamo a fronteggiare. Le lampadine convenzionali sono incredibilmente inefficienti, convertono in luce soltanto circa il 5% dell'energia che ricevono. Il resto scompare letteralmente nel nulla, senza lasciare altro che calore non necessario.
Il governo australiano è stato il primo ad agire. Il paese ha vietato le lampadine tradizionali nel 2007. L'ex ministro dell'ambiente, Malcolm Turnbull, ha stimato che una sostituzione a tappeto con lampadine a basso consumo di energia potrebbe far risparmiare quattro milioni di tonnellate di CO2 entro il 2012. Lo Stato della California ha seguito l'esempio e ha approvato una legge simile.

Vieni avanti, Europa!

Due anni più tardi, l'Unione Europea, che si proclama leader nella lotta contro il cambiamento climatico, ha deciso di vietare le vecchie lampadine per avvicinarsi un po' di più ai suoi ambiziosi obiettivi climatici. Entro il 2012, le famiglie europee saranno esclusivamente illuminate da lampadine ad alta efficienza energetica.
Dal settembre 2009 l'importazione e produzione di lampadine a incandescenza da 100 watt è completamente vietata. Nel settembre 2010, sarà il momento delle lampadine da 75 watt. Un anno dopo, seguirà la versione da 60 watt. Il grosso colpo arriverà nel 2012 quando le lampadine da 40 e 25 watt inizieranno a scomparire. Da allora, le lampadine saranno disponibili solo fino a esaurimento delle scorte.
La contropartita verde di tale iniziativa è notevole. L'UE prevede che i costi energetici saranno tagliati di 5-8 miliardi di euro all'anno, con una riduzione delle emissioni di CO2 di 32 milioni di tonnellate.

Cauta accoglienza per un futuro brillante

Tuttavia, le lampadine ad alta efficienza energetica non sempre ricevono un'accoglienza positiva. I produttori di lampadine convenzionali lamentano il fatto che migliaia di posti di lavoro andranno persi. Mentre la maggior parte delle lampadine vecchie sono state prodotte nella UE, le lampadine più efficienti sono per lo più importate.
Passare troppo tempo sotto la luce fredda emessa da lampade a risparmio energetico potrebbe portare a squilibri ormonali e sbalzi d'umore. Secondo uno studio condotto dalla British Health Protection Agency, il livello di smog elettrico delle lampadine CFL potrebbe anche superare le linee guida internazionali.
Tali denunce sembrano tuttavia poca cosa rispetto alle considerazioni relative alla potenziale tossicità delle lampade CFL, perchè contengono anche mercurio. In realtà, l'Unione europea ha esplicitamente vietato l'uso di mercurio per altri strumenti casalinghi come i termometri medici o i barometri, escludendo le lampadine CFL, perchè queste ultime contengono meno di cinque milligrammi di mercurio, dose considerata sicura per gli esseri umani. Le importazioni a basso prezzo, tuttavia, spesso superano questa soglia.
Il cliente ha certo alternative più sane. Rispetto alle tradizionali lampadine, quelle a LED (Light Emitting Diode) sono del 55-85% più efficienti, quelle alogene del 10-40% e inoltre non contengono mercurio o altri materiali pericolosi.
(Elaborazione da: knowledge.allianz.com)