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Riforestazioni a fini commerciali in Brasile
Le riforestazioni a fini commerciali nel Sud del Brasile coprono un'area grande come l'Irlanda. Proteggerle dagli incendi e dai fenomeni atmosferici con coperture assicurative specifiche è strategico sia per chi le coltiva sia per la difesa delle foreste vergini dell'Amazzonia. "Fenomeni come gli incendi, la siccità, la grandine, il gelo e le bufere di vento possono condurre a perdite ingenti nelle aree riforestate - spiega Luiz Meleiro, responsabile del settore agricoltura di Allianz Brasile -. Al momento solo il 10% dei 5,5 milioni di ettari coltivati ad eucalipto, pini, albero della gomma sono protetti da una copertura assicurativa". Allianz Brasile è stata fra le prime compagnie a sviluppare un prodotto assicurativo forestale, che viene commercializzato soprattutto nel Sud del Paese. "Siccome l'area di riforestazione è molto vasta - sottolinea Meleiro - abbiamo sviluppato un prodotto multi-rischio per venire incontro alle esigenze delle varie regioni del Paese caratterizzate da climi diversi". Prima di assicurare una foresta ai coltivatori viene richiesto il business plan e si valutano tutti gli elementi predisposti per prevenire e combattere gli incendi, come ad esempio la presenza di squadre anti-incendio addestrate e l'attrezzatura di cui dispongono: "Anche per questa ragione possiamo esser certi che i nostri clienti non sono coinvolti negli incendi per ricavare terreno coltivabile e nell'abbattimento delle foreste tropicali" osserva Meleiro.
Quello della riforestazione è un business peculiare quanto a tempistiche perchè occorrono anni prima che la piantagione inizi a dare frutti: nel caso degli eucalipti, ad esempio, ci vogliono circa 4 anni prima che il legno diventi commercializzabile e, in media, la foresta raggiunge la piena maturità in 7 anni. Così anche le compagnie di assicurazione hanno sviluppato polizze specifiche che tengono conto delle diverse fasi della piantagione, cioè la fase di sviluppo pre-commerciale e la fase di mercato.
"La prima fase è la più delicata - dice Meleiro - e per questa ragione copriamo il costo intero, ossia tutti gli investimenti effettuati dal coltivatore, dall'acquisto delle piantine ai fertilizzanti, dai costi di diradamento e disinfestazione alla lotta alle termiti. Quando invece la piantagione entra nella fase di commercializzazione vi è una seconda polizza, il cui premio annuo è molto meno elevato, che copre solo il valore del legname effettivamente ricavabile dalla foresta".
In Brasile il business della riforestazione è in forte crescita grazie alla continua espansione della domanda di legname: entro il 2010 le piantagioni a scopi commerciali raggiungeranno quasi 8 milioni di ettari, di cui circa due terzi a eucalipti e un terzo a pini. Si stima peraltro che solo il 12% di queste nuove foreste sarà coperto da polizze e ciò implica un grande potenziale di crescita per il business assicurativo. Ma come mai il settore agricolo brasiliano è così sotto-assicurato? Sino al 2004 c'era un'assicurazione rurale monopolistica controllata dallo stato e molti non erano soddisfatti del suo operato. Successivamente il monopolio è stato smantellato ed è stato introdotto un piano di sussidi per l'assicurazione rurale che è aumentato di anno in anno. Il valore stimato di questi sussidi nel 2009 è stato di circa 100 milioni di dollari. La sfida per gli assicuratori è quella di riconquistare la fiducia dei coltivatori e di convincerli che i prodotti meritano l'investimento. E il mercato inizia a rispondere positivamente: nel 2007 Allianz Brasile copriva appena una 90 di piantagioni d'alberi, oggi ne ha in portafoglio 230 per un totale di circa 150 milioni di alberi assicurati e il trend è crescente.
Il rischio maggiore è rappresentato naturalmente dagli incendi, aumentati nel corso degli anni a seguito di condizioni climatiche più secche nel Sud del Brasile. "Per contro, quest'anno abbiamo problemi con le piogge e due anni fa abbiamo avuto il primo uragano tropicale nella storia del Brasile - dice Meleiro -. Difficile dire però se tutto ciò è dovuto al climate change perchè abbiamo solo i dati relativi agli ultimi anni e gli esperti non hanno ancora opinioni concordi su come evolverà il clima. La buona notizia è che il governo sta cercando assieme ad assicuratori e riassicuratori di mettere in piedi un fondo per le catastrofi che garantirebbe così la copertura dei sinistri dei produttori rurali a seguito di un evento catastrofico legato al clima".
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