“Chi ben comincia è già a metà dell’opera” si sente spesso ripetere. Mai come in questo caso la saggezza popolare vale a ricordarci l’importanza di pianificare e curare attentamente la fase preparatoria e le scelte iniziali legate alla tua attività. I dati stessi ce lo confermano: quasi il 50% delle imprese sono costrette a cessare la propria attività nei primi cinque anni dal loro avvio.13
Una volta infatti individuata l’idea imprenditoriale a cui vuoi dare vita (sia essa avviare un ristorante, un bar o un negozio a conduzione familiare, un punto vendita affiliandoti ad una grande catena, una “start up” innovativa che offra beni o servizi in un settore emergente, uno studio professionale in proprio o assieme ad un collega etc.), cruciale è il momento di “validazione” di essa e, di seguito, di costruzione del tuo “piano imprenditoriale” (anche detto business plan).
Il primo passaggio, che devi necessariamente compiere, consiste allora nel verificare la concreta fattibilità del progetto che hai in mente e nel mettere alla prova la sua tenuta sia rispetto a quelle che sono le tue potenzialità (le qualifiche, competenze e inclinazioni che possiedi) sia alle condizioni (esterne) di mercato.
Nel corso di questa fase devi perciò porti una serie di domande, raccogliere informazioni o dati e svolgere determinate verifiche o analisi: l’attività che hai in mente si adatta alle tue capacità e possibilità? C’è davvero spazio in quel determinato settore o mercato (o c’è modo di farsi largo in esso) o questo è già saturo? C’è effettivamente richiesta di quel prodotto o servizio nell’area (anche geografica) in cui andrai ad operare? La tua idea, oltre ad essere buona, è “competitiva” o, in altre parole, economicamente sostenibile, redditizia? Tutte domande che devi farti prima di scommettere il tuo tempo e i tuoi soldi in una impresa.
Una volta sicuro che la tua idea è effettivamente valida e può rivelarsi vincente, puoi passare alla fase attuativa: stabilire, cioè, come metterla in pratica e realizzarla concretamente.