Oasi San Felice affiliata WWF

Il Gruppo Allianz ha una spiccata sensibilità per la tematica ambientale e in particolare per i cambiamenti climatici, legati all’effetto serra, che impattano sull’attività assicurativa a causa di catastrofi naturali sempre più frequenti e gravi. Nell’ambito di questa strategia si colloca l’Oasi San Felice, affiliata WWF (www.oasisanfelice.itwww.facebook.com/oasisanfelice), istituita nel luglio del 2007. Allianz Italia, proprietaria dell’area, si è infatti impegnata a gestirla e valorizzarla secondo i dettami dell’associazione ambientalista, sulla base di uno specifico piano di gestione.

L’Oasi occupa una fascia litoranea nei pressi di Marina di Grosseto (GR), caratterizzata da una pineta storica, da una zona a macchia mediterranea, da un’area umida e da un delicato sistema di dune. Si estende a nord della cosiddetta fiumara di San Leopoldo per circa 1 chilometro, dalla Via Costiera verso il mare per una profondità di circa 500 metri, sino al limite del demanio marittimo. La superficie complessiva è di circa 50 ettari.

L’Oasi contrasta la perdita di biodiversità e l’erosione costiera, fenomeni collegati all’effetto serra. È inoltre meta privilegiata di scolaresche della zona, alle quali vengono offerte visite guidate e attività didattiche collegate, con un particolare focus sui cambiamenti climatici. Nel 2016 è anche iniziata l’erogazione di corsi di orienteering, materia che rientra nel curriculum studi di alcuni istituti di istruzione secondaria superiore.  Dalla sua istituzione migliaia di studenti e centinaia di classi hanno visitato quest’angolo di natura incontaminata della Maremma Toscana.

L’Oasi nel maggio 2013 e nel maggio 2014 ha ospitato due “Bioblitz”, inziative di “citizen science” che hanno coinvolto - per 24 ore - comuni cittadini, sotto la quida di esperti e ricercatori, nel censimento della flora e fauna del luogo, particolarmente adatto per la varietà degli habitat e la facile accessibilità. Il primo anno si sono iscritte all’evento 200 persone, censendo oltre 300 specie, mentre il secondo anno la partecipazione è salita a 300 individui, con l’identificazione di oltre 400 varietà.