Si inizia a lavorare sempre più tardi1 in un mercato sempre più flessibile con tante modalità contrattuali possibili e altrettante differenze sul calcolo della pensione. Più semplicemente: iniziamo ad accantonare i contributi per la pensione pubblica sempre più avanti negli anni e, probabilmente, i periodi di contribuzione durante la vita lavorativa saranno discontinui.

In Italia, la spesa per le pensioni è destinata ad aumentare2, almeno fino al 2042, e c’è da chiedersi se il sistema riuscirà a garantire le stesse prestazioni.

In questo scenario è chiara l’importanza del risparmio individuale in qualsiasi forma: dall’investimento immobiliare, ai risparmi accantonati sul conto corrente. Perché, quando arriverà il momento di smettere di lavorare, tirare le somme potrà essere – diciamo così – sorprendente, sia in senso positivo che in senso negativo.

Ecco perché molti si orientano sulla cosiddetta previdenza complementare (o pensione integrativa) che viene erogata da un fondo pensione.

I fondi pensione sono strumenti di previdenza complementare che consentono di accantonare periodicamente delle somme che, grazie alle attività del fondo stesso, hanno l’obiettivo di conservare, o addirittura incrementare, il loro valore nel tempo. Dopo un certo numero di anni stabilito dal contratto, e corrispondente all’età pensionabile, la prestazione pensionistica viene riconosciuta all’aderente. La restituzione in un'unica soluzione dell'intero ammontare è possibile solo in specifiche condizioni previste dalla legge, ed in particolare quando la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale risulta inferiore al 50% dell'assegno sociale. In alternativa, l’aderente può scegliere di ricevere quanto maturato in forma di rate di rendita, proprio come se fosse una seconda pensione, o optare per una soluzione mista (rendita e capitale, fino al 50%).

In sintesi, aderire ad un fondo pensione significa accantonare durante gli anni di lavoro con l’intento di usufruire di un sostegno economico al termine della vita lavorativa, così da assicurarsi una maggiore sicurezza finanziaria per il futuro.

Il mercato della previdenza complementare in Italia è supervisionato da COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), l'autorità amministrativa indipendente che regola e vigila il mercato della previdenza complementare in Italia. Istituita nel 1993, svolge un ruolo fondamentale nel garantire la trasparenza e la corretta gestione dei fondi pensione attraverso diverse funzioni chiave. COVIP autorizza e controlla l'operatività dei fondi pensione e gestisce l'albo ufficiale a cui tutti i fondi pensione devono essere iscritti. Inoltre, vigila sulla gestione finanziaria, tecnica e patrimoniale dei fondi. Infine, assicura la trasparenza nei rapporti tra fondi pensione e aderenti, e monitora i costi e i rendimenti delle forme pensionistiche complementari. 

I fondi pensione si dividono in:

Vediamoli nel dettaglio.

I fondi pensione chiusi sono fondi pensione con adesione “collettiva” (o di categoria) in quanto istituiti in base ad accordi tra rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro a livello nazionale o aziendale/territoriale, il cui accesso è perciò riservato solo a specifiche categorie professionali (ad esempio, gli occupati nel settore metalmeccanico, automobilistico etc.). I lavoratori possono versare un contributo volontario o anche solo il TFR e, in base agli accordi, può essere previsto un contributo obbligatorio del datore di lavoro.

I fondi pensione aperti sono quei fondi pensionistici che possono prevedere sia l’adesione in forma collettiva che in forma individuale; sono istituiti da banche, compagnie assicurative o società di gestione del risparmio e sono accessibili a chiunque senza distinzione tra categorie lavorative di appartenenza.

I piani individuali pensionistici ad adesione solo individuale (potendo essere effettuata solo dal singolo lavoratore) si presentano come contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali e regolati perciò, diversamente da altri contratti assicurativi, dalle stesse normative della COVIP sui fondi pensione.

Quando si parla di fondi pensione, tre sono gli aspetti fondamentali da considerare:

  1. Contribuzione
  2. Scelta e modifica della linea di investimento
  3. Erogazione

Per contribuzione si intende la fase di finanziamento del fondo, ossia la modalità con cui viene realizzata la raccolta dei contributi corrisposti. In un fondo pensione, infatti, possono confluire varie tipologie di versamenti, tra cui:

  • TFR
  • Contributi periodici del lavoratore
  • Contributi aggiuntivi del datore di lavoro (come contributi datoriali e/o i premi di produttività)

Al momento di adesione al fondo pensione l’aderente può scegliere liberamente quali importi destinare, l’entità fissa o variabile di essi e con che frequenza. A questi, si possono aggiungere anche le quote del TFR e, se previsti, i contributi datoriali. I contributi versati vengono poi investiti nei comparti (c.d. linee di investimento) del fondo pensione selezionati direttamente dall’aderente. Alcuni fondi pensione offrono anche un percorso di investimento guidato, definito Life Cycle, che sulla base della propensione al rischio dell’aderente e del suo orizzonte temporale (anni mancanti al pensionamento) prevede un ribilanciamento periodico degli investimenti con l’obiettivo di ridurre il livello di rischiosità dell’investimento all’avvicinarsi della scadenza.

Le linee di investimento sono diversificate in funzione degli attivi sottostanti.

Con l’aiuto di un professionista si potrà predisporre un piano scegliendo tra diverse “linee di investimento”, sulla base del profilo di rischio dell’aderente (ossia alla sua maggiore o minore propensione al rischio) e dell'orizzonte temporale al termine del quale si prevede l’erogazione della prestazione pensionistica.

Ogni tipo di piano per la pensione integrativa può includere una combinazione di linee di investimento, sulla base della durata dell’investimento e del rapporto tra rischio e rendimento. In particolare, le linee di investimento dei fondi pensione possono essere composte da una combinazione di strumenti finanziari quali obbligazioni, azioni, strumenti monetari, fondi comuni e altre attività finanziarie, in funzione della strategia adottata e del profilo di rischio.

Ecco le principali categorie:

  • Fondi monetari (o garantiti): investono prevalentemente in strumenti di mercato monetario, obbligazioni a breve termine e titoli di Stato, offrendo un profilo di rischio contenuto e, in alcuni casi, un rendimento minimo garantito.
  • Fondi obbligazionari: investono in titoli di debito emessi da Stati, aziende o enti sovranazionali. Presentano un rischio moderato e rendimenti generalmente stabili.
  • Fondi bilanciati: caratterizzati da una combinazione di investimenti in obbligazioni e azioni, bilanciando rendimento e rischio.
  • Fondi azionari: investono principalmente in azioni di società quotate, con un potenziale rendimento maggiore nel lungo termine, a fronte di una volatilità più elevata.

Inoltre, è possibile rivedere e modificare le linee di investimento nel corso del tempo, soprattutto con l’avvicinarsi della data di pensionamento o in seguito a cambiamenti nella propria situazione personale, lavorativa o contributiva. Se il fondo non prevede meccanismi di bilanciamento automatico (come il Life Cycle), è buona norma adeguare il proprio investimento, riducendo progressivamente la componente più rischiosa e privilegiando comparti più conservativi per proteggere il montante previdenziale accumulato.

Alla fine del periodo stabilito con la maturazione dei requisiti pensionistici arriva il momento dell’erogazione del montante previdenziale maturato. Questa fase può avvenire solitamente solo dopo un certo lasso di tempo, durante il quale le somme restano vincolate presso il fondo e non possono essere prelevate dall’aderente a meno di accedere, esclusivamente nei casi previsti, ad anticipazioni o riscatti pretermine.

In generale, però, al raggiungimento dei requisiti previsti per il riconoscimento della pensione, puoi scegliere il modo di ricevere il montante previdenziale:

  • In un'unica soluzione, con il versamento dell'intero montante maturato. Questa opzione è possibile quando la rendita derivante dalla conversione del 70% del montante finale è inferiore al 50% dell'assegno sociale.
  • In forma frazionata, attraverso il versamento di una rendita vitalizia che si affianca, integrandola, alla pensione INPS
  • In forma mista, combinando le due diverse opzioni e dunque ricevendo una parte del capitale immediatamente (fino ad un massimo del 50%) e l’altra sottoforma di rendita.

Innanzitutto, i fondi pensione presentano significativi vantaggi fiscali rispetto ad altre forme di risparmio, che portano sempre più lavoratori a ricorrere a questa forma di investimento:

  • Deduzione dei contributi: i versamenti effettuati dall’aderente possono essere dedotti [AR1] dalla dichiarazione dei redditi, fino a un massimo annuale di 5.164,57 euro, riducendo così l'ammontare su cui vengono calcolate le imposte da pagare. E’ prevista una maggior deduzione per i lavorati di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007
  • Tassazione dei rendimenti, i rendimenti ottenuti dalle attività di investimento sono tassati con aliquote pari al 12,5% per i redditi derivanti dai titoli di Stato e pari al 20% per quelli da altre tipologie di investimento (azioni, obbligazioni, ecc.), più vantaggiose rispetto al 26% applicato ai redditi derivanti dalla maggior parte degli strumenti finanziari.
  • Aliquota sulla rendita o capitale, al momento dell’erogazione della prestazione pensionistica, l'importo ricevuto è soggetto a un'imposta sull’imponibile del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di permanenza nel fondo oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%.3.
"Aderire ad un fondo pensione significa accantonare durante gli anni di lavoro con l’intento di usufruire di un sostegno economico al termine della vita lavorativa, così da assicurarsi una maggiore sicurezza finanziaria per il futuro."

I rendimenti dei fondi pensione variano in base alla tipologia d'investimento scelta. Secondo i dati COVIP nel 20244 i comparti azionari hanno registrato performance medie nette comprese tra il 10,4 % e il 13 %, ancora superiori alla rivalutazione del TFR, che si è attestata al 2,4%.

Su un orizzonte decennale, le linee di investimento a maggior contenuto azionario hanno ottenuto rendimenti annui medi compresi tra il 4,4% e il 4,7%, mentre quelle bilanciate si sono posizionate tra il 2,5% e il 2,7%.

Questi risultati evidenziano come i fondi pensione possano offrire opportunità di crescita del capitale nel lungo periodo. Tuttavia, è importante considerare che i rendimenti passati non garantiscono performance future.

Come visto, per i lavoratori dipendenti del settore privato, c'è la possibilità di conferire il proprio TFR a un fondo pensione. Dopo sei mesi dall'assunzione, il lavoratore può scegliere di mantenere il TFR in azienda o destinarlo alla previdenza complementare. Se si opta per la destinazione di esso nel fondo, si beneficerà di un trattamento fiscale vantaggioso.

Se il TFR rimane in azienda, verrà tassato come reddito ordinario, con aliquote IRPEF che variano dal 23% al 43%; scegliendo una pensione integrativa, invece, si può ottenere una tassazione agevolata pari al 15%, con una riduzione annuale dello 0,30% per ogni anno di permanenza nel fondo oltre il quindicesimo, fino a un'aliquota minima del 9%.(*)

(*) per il maturato dal 01.01.2007

Quando conviene aprire un fondo pensione?

Aprire un fondo pensione il prima possibile nella propria carriera lavorativa offre notevoli vantaggi.

Iniziare da giovani consente anche di adottare strategie d'investimento più dinamiche, potenzialmente più redditizie nel lungo periodo. Con l'avanzare dell'età, si può gradualmente passare a opzioni più conservative.

La pianificazione precoce della previdenza complementare aiuta a:

  • Costruire un cuscinetto finanziario più solido per il futuro
  • Adattare i versamenti alle proprie capacità economiche nel tempo
  • Sfruttare al meglio le opportunità di crescita del mercato

Un approccio proattivo alla previdenza integrativa favorisce una maggiore serenità finanziaria in vista del pensionamento.

Quando si possono ottenere anticipazioni del capitale e riscatti pretermine del fondo pensione?

Durante la fase di contribuzione, prima del pensionamento, è possibile richiedere anticipazioni del fondo pensione in specifiche circostanze:

  • Spese sanitarie: in qualsiasi momento, per interventi straordinari documentati legati a gravi situazioni che riguardano l’aderente, il coniuge o i figli, fino a un massimo del 75% del montante accumulato.
  • Acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli: trascorsi 8 anni di partecipazione a forme pensionistiche, è possibile richiedere un anticipo per spese documentate, sempre fino al 75% del montante accumulato.
  • Motivi personali: trascorsi 8 anni di partecipazione a forme pensionistiche, si può richiedere un anticipo per ulteriori esigenze dell’aderente, fino al 30% del montante accumulato.

In caso di scomparsa prematura dell’aderente, il montante accumulato può essere riscosso dai beneficiari da lui designati, oppure, in assenza di designazione, dagli eredi che ricevono il capitale in parti uguali senza che questo entri nell'asse ereditario e sia quindi soggetto all'imposta di successione. Per il riscatto per premorienza, infatti, è prevista una tassazione agevolata del 15%, riducibile fino al 9%.3

In sintesi, nel caso della previdenza complementare le norme garantiscono una certa flessibilità nella designazione dei beneficiari e nella gestione del capitale previdenziale in caso di decesso, privilegiando la volontà dell'aderente5.

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Note

Avvertenza 

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere la Parte I "Le informazioni chiave per l’aderente" e l’Appendice "Informativa sulla sostenibilità", della Nota informativa. Maggiori informazioni sulla forma pensionistica sono rinvenibili nella Nota informativa completa e nel Regolamento sul sito allianz.it e presso le nostre Agenzie. L’investimento dei contributi può essere soggetto a rischi finanziari connessi all’andamento dei mercati, di liquidità e di credito. La compagnia non garantisce il raggiungimento degli obiettivi. La forma pensionistica complementare è soggetta alla vigilanza della COVIP

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