Argomenti
- Cos’è il cyberbullismo: definizione e differenze dal bullismo tradizionale
- Ma cos’è il cyberbullismo, in parole semplici?
- Cyberbullismo e legge: cosa dice la normativa italiana
- Cyberbullismo è reato? I casi in cui si rischia davvero
- Cyberbulli e responsabilità dei genitori
- Tutela delle famiglie: quali protezioni esistono?
In breve
Cos’è il cyberbullismo: definizione e differenze dal bullismo tradizionale
Il termine cyberbullismo indica tutte quelle forme di prevaricazione e violenza psicologica che si poterebbero consumare online, attraverso strumenti comuni come social network, chat, email, app di messaggistica e molto altro.
Ma cos’è il cyberbullismo, in parole semplici?
È l’equivalente digitale del bullismo: può includere insulti pubblici, diffusione di foto intime senza consenso, esclusione intenzionale da gruppi o community a scopo di emarginazione, furto d’identità digitale, minacce ripetute o creazione di pagine fake a scopo denigratorio o diffamatorio.
Il cyberbullismo non ha potenzialmente pause né limitazioni spaziali: un ragazzo vittima di discriminazioni verbali a scuola, una volta a casa, poteva trovare un po’ di sollievo. Su internet, invece, l’incubo potrebbe continuare 24 ore su 24 e ovunque.
Secondo dati del CNR1 oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) nel corso del 2024, avrebbero subito episodi di cyberbullismo ma non è solo un problema di “ragazzate”: i danni psicologici possono essere profondi e duraturi, arrivando a compromettere autostima, rendimento scolastico e relazioni sociali.
Cyberbullismo e legge: cosa dice la normativa italiana
In Italia il tema è stato affrontato, per la prima volta, già con la Legge n.71 del 2017 che ha introdotto il termine cyberbullismo, riconoscendone dunque l’esistenza e la rilevanza. La legge ha dato una definizione chiara di cyberbullismo per “atto di cyberbullismo” si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
La legge inoltre ha definito alcune linee guida2:
Tutela immediata della vittima: la Legge indica per la prima volta tempi e modalità per richiedere la rimozione di contenuti ritenuti dannosi per i minori: i ragazzi (o i genitori) possono chiedere al gestore del sito o del social di rimuovere entro 48 ore contenuti lesivi. Se ciò non avviene, interviene direttamente il Garante per la Privacy.
Ruolo della scuola, ogni istituto deve nominare un docente referente per il cyberbullismo, responsabile delle attività di prevenzione e contrasto e di attivare campagne di formazione/informazione per le famiglie e per gli studenti.
Misure educative, non punitive, per i minori responsabili di episodi di cyberbullismo, la legge prevede ammonimenti da parte del Questore e percorsi di rieducazione, più che pene penali.
Questa legge ha segnato un passo importante, ma non basta da sola: il cyberbullismo, in molti casi, si intreccia con reati già previsti dal Codice Penale.
Cyberbullismo è reato? I casi in cui si rischia davvero
Ma il cyberbullismo è un reato?
La risposta è: non esiste un reato “autonomo” di cyberbullismo, ma le condotte che lo compongono potrebbero ricadere in reati specifici e, se il carnefice che viene identificato ha più di quattordici anni, il procedimento potrebbe configurarsi come penale.
Ecco i principali reati correlati al fenomeno del cyberbullismo:
- Diffamazione online (art. 595 c.p.): insultare o offendere qualcuno sui social o in chat di gruppo.
- Minacce (art. 612 c.p.): messaggi intimidatori ripetuti.
- Stalking (art. 612-bis c.p.): molestie persecutorie online che generano ansia o paura.
- Sostituzione di persona (art. 494 c.p.): creare un profilo fake a nome della vittima.
- Revenge porn (art. 612-ter c.p., legge 69/2019): diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti.
- Trattamento illecito di dati personali (art. 167 Codice Privacy): pubblicare informazioni senza consenso.
- Adescamento di minori online (art. 609-undecies c.p.): contattare minori fingendo altre identità con fini sessuali.
In tutti questi casi, le conseguenze non sono solo morali, ma legali ed economiche: denunce, processi e richieste di risarcimento possono mettere in difficoltà sia i ragazzi coinvolti sia le loro famiglie.
Cyberbulli e responsabilità dei genitori
Il problema non riguarda solo le vittime. È necessario intervenire anche sui ragazzi che compiono o alimentano episodi di cyberbullismo, aiutandoli a prendere consapevolezza dei danni che possono causare e a modificare i propri comportamenti.
Anche perché, a correre dei rischi sono anche le famiglie: se tuo figlio commettesse un atto di cyberbullismo, potresti essere ritenuto civilmente responsabile dei danni causati.
Il Codice Civile (art. 2048) stabilisce che i genitori rispondono delle azioni illecite dei figli minorenni, salvo provino di non aver potuto impedirle. In altre parole: anche se non eri a conoscenza del comportamento, potresti dover risarcire i danni.
Immagina che tuo figlio diffonda foto imbarazzanti di un compagno di scuola: la famiglia della vittima potrebbe intentare una causa risarcitoria danni morali e materiali subiti.
Ecco perché una copertura assicurativa specifica può diventare un aiuto in alcuni casi.
Tutela delle famiglie: quali protezioni esistono?
Non esiste un’assicurazione per tutelare i figli dal cyberbullismo. Esistono però coperture che possono aiutare le famiglie a gestire le conseguenze legali ed economiche di un atto di Cyberbullismo.
Con la polizza Allianz ULTRA Casa e Patrimonio puoi attivare coperture preziose come:
- Tutela Legale: in ambito civile, offre supporto per ottenere il risarcimento di danni derivanti da comportamenti illeciti, inclusi i casi di cyberbullismo, e per richiedere la rimozione di contenuti lesivi della reputazione online dai siti internet e dai social network. La copertura include anche le azioni legate al furto di identità digitale. In ambito penale, garantisce la difesa in caso di reati dolosi commessi dai figli minori.
- Responsabilità Civile (RC): ai sensi della normativa sulla privacy di cui alla vigente legislazione italiana nell’ipotesi è coperta la responsabilità per fatto dei figli minori per i danni a terzi di immagine, alla vita di relazione e alla reputazione, determinati dalla pubblicazione su social network o su piattaforma internet di immagini fotografiche e/o filmati di soggetti senza il consenso degli stessi e/o senza il consenso fornito dagli esercenti la potestà genitoriale o dai soggetti a loro equiparati.
Un paracadute che, in tempi di cause civili lunghe e costose, può salvare il bilancio familiare.
Conoscere i pericoli e sapere come affrontarli è il primo passo per mettere al sicuro il tuo mondo.
Note
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