Pensione e lavoro part-time: come evitare i «buchi» contributivi (e brutte sorprese future)

Se hai un contratto part-time potresti avere dei “vuoti” nei contributi INPS che peseranno - e non poco - sulla tua pensione. Ma niente panico: si possono controllare, evitare e persino recuperare.

Su un totale di 23 milioni e mezzo di occupati in Italia, quelli part time sarebbero poco più di 4,2 milioni1. Opportunità o necessità, un contratto a tempo parziale - quota in crescita soprattutto tra le donne e i giovani – può offrire una maggiore flessibilità, ma può anche portare con sé una conseguenza da non sottovalutare: i “buchi” contributivi.

Tecnicamente si chiamano periodi non utili ai fini pensionistici, e nel caso dei contratti part-time possono manifestarsi anche quando hai lavorato regolarmente.

Sì, hai letto bene: potresti aver lavorato continuativamente salvo accorgerti, al momento del calcolo della pensione che alcuni mesi “non contano” ai fini contributivi.

In Italia, il sistema previdenziale è contributivo e vengono considerati tutti i contributi versati nel corso della vita lavorativa: di base, più versi, più riceverai.

Ma c’è un dettaglio importante, soprattutto per chi ha contratti part-time (soprattutto verticali o ciclici): la contribuzione effettiva può essere più bassa di quella che supponi.

Ogni anno di lavoro viene considerato utile ai fini pensionistici se vengono accreditate almeno 52 settimane di contributi. Ma con il part-time, non è così automatico.

Esempio pratico:

  • Hai un contratto part-time al 50%, cioè lavori metà giornata rispetto a un full-time.
  • Per l’INPS, potresti accumulare soltanto 26 settimane l’anno, non 52.
  • Risultato? Lavori un anno, ma per la pensione ne “vale” mezzo.

Capito il problema? È così che si formano i famosi “buchi”.

Non tutti i contratti part-time sono a rischio di buchi contributivi. Vediamo i casi principali.

  • Part-time orizzontale (lavori tutti i giorni ma per meno ore): i contributi sono pieni.
  • Part-time verticale o ciclico (lavori solo alcuni giorni, settimane o mesi dell’anno): potresti “non maturare” 52 settimane l’anno.

E qui nasce l’inghippo: per l’INPS, se non lavori almeno 26 settimane retribuite in un anno, potresti non maturare un utile ai fini del calcolo della pensione per quel periodo.

Prima di iniziare a sudare freddo, puoi verificare la tua situazione contributiva. Ecco come fare:

Step 1: Vai sul sito Inps

Accedi con SPID, CIE o CNS.
Cerca il servizio “Estratto conto contributivo”.

 

Step 2: scarica l'estratto conto

Troverai l’elenco di tutti i periodi lavorati e i contributi versati.

 

Step 3: Controlla le settimane accreditate per ciascun anno

Per avere un anno pieno, servono 52 settimane. Se ne vedi meno, vuol dire che non vale un anno intero ai fini pensionistici.

Step 4: Attenzione alle note

Spesso troverai simboli o sigle (come “P”, “A”, “D”) che indicano anomalie o periodi non validi. Non ignorarli.

Sottovalutare i vuoti contributivi può portare a problemi seri al momento del pensionamento. Eccone alcuni:

  • Ritardo nella pensione: ti mancano settimane o mesi per raggiungere i requisiti minimi.
  • Importo più basso: meno contributi = pensione più magra.
  • Nessun diritto alla pensione anticipata (come Quota 103 o Opzione Donna).
  • Esclusione da bonus e prestazioni legate agli anni di lavoro.

In pratica: pensavi di andare in pensione a 67 anni, ma scopri che devi lavorare un altro anno (o due).

La buona notizia è che si può intervenire, in molti casi anche dopo anni. Ecco le soluzioni principali.

Se hai periodi in cui hai lavorato ma non hai raggiunto le 52 settimane, puoi integrare i contributi mancanti con versamenti volontari.

  • Dopo la cessazione del rapporto di lavoro
  • In presenza di periodi scoperti non coperti da altra forma di contribuzione

Puoi fare richiesta direttamente all’INPS tramite il servizio online “Domanda per versamenti volontari”.

Dipende dalla tua ultima retribuzione e quindi varia in base al tuo profilo. Per saperlo con esattezza devi rivolgerti all’Inps.

Puoi anche “riscattare” determinati periodi per renderli validi ai fini della pensione. Tra i periodi che possono essere riscattati, i più noti sono gli anni dell’università e alcuni periodi di inattività. Sul sito dell’INPS, aggiungendo alcuni dati, è possibile fare una simulazione dell’ammontare della pensione con e senza riscatto2.

  • Anni di studio universitario
  • Periodi di inattività lavorativa non coperti da altre contribuzioni
  • Periodi part-time non utili ai fini pensionistici

Alcuni lavoratori potrebbero aver versato contributi in diversi enti o gestioni (ad esempio INPS, ex INPDAP o casse professionali). In questo caso è possibile riunire i contributi sparsi per ottenere un unico montante.

Ci sono meccanismi diversi che permettono di sommare i contributi: il cumulo, la totalizzazione e la ricongiunzione.

Il cumulo3 consente agli iscritti a più forme di assicurazione obbligatoria di utilizzare gratuitamente la contribuzione posseduta presso le varie gestioni al fine di ottenere un’unica pensione

Possono avvalersi del cumulo i lavoratori iscritti a:

  • Assicurazione Generale Obbligatoria (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e Gestioni speciali dei lavoratori autonomi);
  • Forme sostitutive ed esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;
  • Gestione Separata (articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995).

La totalizzazione4 consente a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti, che hanno versato contributi in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali, di acquisire il diritto a un'unica pensione. A differenza della ricongiunzione, che è onerosa, la totalizzazione è completamente gratuita.

Possono usufruirne i lavoratori iscritti a:

  • Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO): Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) e Gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • Forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • Forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli enti previdenziali privatizzati per soggetti iscritti in albi o elenchi professionali;
  • Gestione Separata dei lavoratori parasubordinati;
  • Fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica;
  • Fondo previdenziale e assistenziale degli spedizionieri doganali (attualmente soppresso).

La ricongiunzione contributi5 è il meccanismo che permette di unificare i periodi di contribuzione previdenziale versati in diverse gestioni, per ottenere una pensione unica. Si tratta di un processo che richiede il pagamento di un onere, un importo da versare per il trasferimento dei contributi in un'unica gestione. I riferimenti di legge sono la legge 7 febbraio 1979, n. 29 e la legge 5 marzo 1990.

Possono fare richiesta i lavoratori che hanno maturato contribuzioni in almeno due diverse forme previdenziali, fino al momento della richiesta di pensione, e che non abbiano già utilizzato questi periodi per liquidare una forma pensionistica.

Molti ignorano l’esistenza di un simulatore ufficiale sul sito INPS. Si chiama “La mia pensione futura”6  e consente di:

  • Controllare i contributi che risultano versati alla gestione INPS
  • Verificare se ci sono “buchi” contributivi
  • Verificare la data presunta nella quale si sarà maturato il diritto alla pensione

Una risorsa molto importante per evitare brutte sorprese al momento della domanda di pensione. È chiaro che, se hai versato anche o esclusivamente in una cassa professionale (es. Inarcassa per architetti e ingegneri, Inpgi per giornalisti, etc) dovrai fare riferimento al tuo istituto di riferimento.

  • Identifica i periodi scoperti facendo un estratto conto contributivo
  • Richiedi il versamento volontario, ad esempio all’INPS: l’istituto stesso calcolerà l’importo e ti fornirà un bollettino. Puoi decidere per un’unica rata oppure, se l’ammontare è particolarmente oneroso, per rate mensili.
  • Considera il riscatto o il cumulo: con l’aiuto di un consulente, puoi decidere per altre forme che spesso possono essere una scelta economicamente più vantaggiosa, anche dal punto di vista fiscale.

L’APE sociale7 è un'indennità di accompagnamento alla pensione che permette a specifiche categorie di lavoratori di accedere alla pensione in anticipo rispetto ai requisiti normativi. Per ottenere l'indennità è necessario avere i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva (per le donne, ridotti di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni);
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Se il tuo contratto part-time ed è una scelta che ti permette di conciliare meglio lavoro e vita, non deve - d’altro canto - diventare un boomerang per il tuo futuro.

Per questo motivo ti esortiamo, innanzitutto, a tenere monitorata la tua situazione contributiva: prima lo fai e meglio è, anche perché alcune agevolazioni possono avere dei limiti di età.

Un altro tassello che puoi aggiungere è la valutazione di una previdenza integrativa che può andare a compensare ciò che perdi con il part-time senza costringerti a contribuzioni volontarie.

Le soluzioni previdenziali e assicurative, come quelle offerte da Allianz, ti permettono di integrare, pianificare e garantire una rendita anche in caso di malattia, invalidità o eventi imprevisti.

Oggi sei attivo, autonomo, magari anche ottimista. Ma quando si parla di pensione e lavoro part-time, l’unico errore può essere quello di rimandare ogni valutazione. Procrastinare non è una scelta saggia.

Oggi è momento giusto per iniziare, anche con piccole cifre. E anche (e soprattutto) se la pensione ti sembra lontana.

il Fondo Pensione Aperto dedicato a chi vuole costruirsi una pensione integrativa da affiancare a quella pubblica, raggiunta l’età pensionabile.

  • costruire un piano integrativo personalizzato
  • dedurre i contributi versati dal reddito imponibile con un massimo di 5.300 all’anno
  • scegliere tra diverse linee di investimento con diversi profili di rischio
  • ricevere una rendita o un capitale una volta maturati di requisiti pensionistici previsti
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Avvertenza 

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere la Parte I "Le informazioni chiave per l’aderente" e l’Appendice "Informativa sulla sostenibilità", della Nota informativa. Maggiori informazioni sulla forma pensionistica sono rinvenibili nella Nota informativa completa e nel Regolamento sul sito allianz.it e presso le nostre Agenzie. L’investimento dei contributi può essere soggetto a rischi finanziari connessi all’andamento dei mercati, di liquidità e di credito. La compagnia non garantisce il raggiungimento degli obiettivi. La forma pensionistica complementare è soggetta alla vigilanza della COVIP

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